I Romanzi di Franco Antonelli

L’AUTORE

Franco Antonelli è un giornalista per riviste di passione venatoria e motociclismo, nonché autore di numerosi racconti e romanzi sugli stessi temi. I suoi racconti di moto e di caccia sono stati pubblicati sulle maggiori riviste italiane e i suoi lettori sono diventati amici perché molti, invitati, sono andati a conoscerlo per mangiare un po’ con lui in quel di Pistoia.

È nato e cresciuto sull’Arca, mitico rione di Pistoia noto per scorribande e affollato da personaggi dediti ad avventure tipo il film “Amici miei”. Fu proprio qui che l’Antonelli si appassionò alle moto da corsa italiane, e sempre qui che incontrò i primi compagni di caccia – che poi immortalò in molti dei suoi scritti.

Quando finalmente l’Antonelli si decise a tradurre la sua grande conoscenza e pignoleria in fatto in tecnica motociclistica in articoli e scritti, dette inizio a collaborazioni con riviste del calibro di Motoclismo.

Nel 1997 scrisse poi la sua opera maxima in ordine alle moto “L’Uomo che Parlava con le Moto” senza intenzione di pubblicarla. L’Antonelli decise comunque di far leggere il manoscritto ad alcuni amici del MotoClub di Pistoia, i quali, avendo riconosciuto la bellezza dell’opera, provvidero a trascriverla da penna stilografica a documento informatico, infine raggiungendo un editore per pubblicarla. Il romanzo, una vera opera di passione guzzista, diventando un cult, ebbe successo immediato.

Nei soliti anni l’Antonelli cominciò anche a collaborare con Diana, la famosa rivista di caccia. Oltre ad articoli tecnici e recensioni di fucili, l’Antonelli pubblicò anche molti racconti di caccia, celebrati al punto da vincere svariati premi regionali e nazionali. Ricordiamo qui il Premio Giacomo Rosini ottenuto a Riva del Garda nel 2002, quando l’Antonelli venne premiato da Mario Rigoni Stern a fronte di un numero di giornalisti dei maggiori giornali italiani. 

La sua carriera di scrittore prese il volo quando iniziò a scrivere anche per le riviste venatorie Armi e Tiro e  Caccia+. Una sua precisa ed estesa  modifica del fucile Beretta A 300, pubblicata su Armi e Tiro, diventò una “chicca” dalla quale i cacciatori non si sono potuti, finora, distaccare. Oggi, nel 2020, a distanza di 20 anni, continuano ad arrivargli in gran numero mail di richiesta proprio sulla modifica a quel fucile.

Ad oggi, l’Antonelli continua a scrivere, imperterrito, sia di caccia che di moto. Lavora assiduamente per dare alle stampe varie opere inedite e pubblicazioni con tutto ciò che ha scritto per Diana, Caccia+, Armi & Tiro, e Motociclismo.


TUTTI I ROMANZI

L’UOMO CHE PARLAVA CON LE MOTO

Amicizia, amore, cene da coliche, paradisiache gite in moto, sfide alla OK Corral… Gli anni ‘60 e 70 rivissuti da un motociclista in presa diretta, in quarta piena: nostalgia, infinita passione, tecnica e batticuore. Può una moto parlare, insegnare a curvare, ammaliare e ammalare? Possono due innamorati sposarsi senza chiesa, né prete, né sindaco, unico testimone il Guzzi Falcone Sport? “L’uomo che parlava con le moto” sembra un romanzo, ma non lo è… Via via assomiglia a una tavola di comandamenti o a un comizio, allo statuto di un particolarissimo motoclub o a un libro di medicina. Senz’altro è il libro di riferimento per tutti i motociclisti appassionati.

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IL DUCATI DESMO DI PIETROLEONE IL ROSSO

La scuola era terminata da un giorno e per Pietro cominciava l’avventura, quella vera. Si fermarono a una bottega con motorini e biciclette da tutte le parti, un uomo corpulento stava in ginocchio sul marciapiede con le mani e il cacciavite sul carburatore Weber di un Motom. “O Garibaldi, guarda un po’ chi t’ho portato.” Così l’apostrofò il maestro che dava del Garibaldi indifferentemente ai meccanici, falegnami, idraulici, tornitori, commercianti, macellai e affini. L’uomo si voltò a guardare Pietroleone che si sentì morire ma tenne duro, sostenendo lo sguardo. Si alzò in piedi senza smettere di osservarlo. Moreno Gori aveva un’impellente bisogno di un ragazzo che l’aiutasse ma non si attentava ad assumere per aver avuto esperienze negative con due apprendisti. Ma il maestro era persona di cui potersi fidare. Il Moro continuava a squadrare il ragazzo in pantaloni corti, calzini e sandali e cosce chiazzate a mortadella. Gli piacque perché era pulito e preciso. “Come ti chiami?” Gli chiese, burbero. “Pietroleone Gelli.” Rispose il Rosso. “Di soprannome il Rosso,” aggiunse il maestro.

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CACCIA SUL MONTE SACRO

Una storia di amicizia, caccia, amore, depressione e redenzione.Il romanzo racconta la storia di Cesare e Giuditta, cacciatore lui, anticaccia lei, due anime nate e cresciute ai poli opposti della società e della vita, che si conoscono in un momento molto particolare della propria esistenza. Sullo sfondo, l’appennino toscano, complice silenzioso di lezioni di vita che trascendono tempi, luoghi e status.

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IL MERLO SVIZZERO

“Si ricorda quando le dicevo che stavo bene camminando per i boschi? Ebbene, sono andato nel parco del Villone Puccini; seduto a una panchina in riva al lago, in quella pace, ho visto un merlo che beccava e razzolava in mezzo a un prato verdissimo: ho avvertito serenità, una dimenticata tranquillità addosso… per fargliela corta, ho deciso, ho proprio deciso di vivere “dentro” alla natura, costruire una casetta in mezzo ad un bosco, che le devo dire, sarò tornato ragazzo? Speriamo, così ricomincio…”

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